Tecnologie additive diverse un solo processo, serve una torre di controllo?

SLS, MJF, SLA, FDM, tecnologie a resina e sistemi per il metallo: in molti reparti di produzione additiva convivono macchine molto diverse tra loro.

Ogni sistema possiede il proprio software, i propri parametri e una sequenza operativa specifica. E questo è un limite quando occorre coordinare l’intero reparto. E non riguarda soltanto le stampanti. Esiste un sistema comune per ordini, pianificazione e tracciabilità oppure ogni macchina mantiene ancora il proprio workflow?

Tante macchine, tante informazioni separate
Diverse tecnologie, significa anche diversi input e da diversi canali e le informazioni iniziano a distribuirsi tra strumenti differenti:

  • e-mail e telefonate per ricevere le richieste;
  • fogli Excel per registrare gli ordini;
  • cartelle condivise per conservare i file;
  • software specifici per preparare le piattaforme;
  • interfacce separate per controllare le macchine;
  • documenti compilati manualmente per registrare materiali, tempi e risultati.

Ogni singolo strumento può funzionare bene. Ma come ottenere una visione complessiva del processo?

Dovendo rispondere velocemente a domande apparentemente semplici:

  • Quali ordini devono essere prodotti per primi?
  • Su quale macchina verrà realizzato un determinato componente?
  • Il file è già stato controllato e approvato?
  • Quali parti possono essere raggruppate nella stessa piattaforma?
  • Quale materiale e quali parametri sono stati utilizzati?
  • In quale fase si trova l’ordine?
  • Il componente è stato stampato?
  • In caso di problema, possiamo ricostruire tutte le operazioni eseguite?
  • Se ci chiedono di rifarlo abbiamo il modo di rifarlo con gli stessi parametri?

La metafora della torre di controllo

Un reparto con tecnologie diverse può essere paragonato a un aeroporto.
Ogni aereo ha caratteristiche, tempi e destinazioni differenti. Anche le piste possono essere diverse, ma decolli, atterraggi e priorità non possono essere gestiti come attività completamente indipendenti.
Serve una torre di controllo che permetta di conoscere la situazione generale, assegnare le risorse e intervenire quando qualcosa non procede come previsto.

Che cosa dovrebbe gestire un sistema comune?

Una piattaforma condivisa dovrebbe innanzitutto permettere di centralizzare le richieste di produzione e associare a ciascun ordine i file, le quantità, le scadenze e le specifiche richieste.

Dovrebbe poi accompagnare l’ordine lungo le principali fasi operative:

  • ricezione e valutazione della richiesta;
  • controllo e preparazione dei file;
  • scelta della tecnologia, del materiale e della macchina;
  • pianificazione della produzione;
  • preparazione della piattaforma;
  • stampa;
  • rimozione delle parti e post-processing;
  • controllo qualità;
  • consegna e chiusura dell’ordine.

 

Il valore non consiste soltanto nel sapere che un pezzo è stato stampato.

 Consiste nel poter ricostruire come, quando, dove e con quali condizioni è stato prodotto.
Questa continuità delle informazioni viene spesso definita digital thread: un filo digitale che accompagna il componente durante tutto il processo.
Pianificazione e tracciabilità non sono la stessa cosa
La pianificazione serve a decidere che cosa produrre, quando produrlo e quali risorse utilizzare.
La tracciabilità permette invece di ricostruire ciò che è realmente accaduto: versione del file, macchina impiegata, materiale, parametri, operatore, tempi, controlli ed eventuali non conformità.

La domanda finale rimane quindi aperta:


il vostro reparto di produzione additiva dispone già di una torre di controllo oppure ogni macchina segue ancora il proprio percorso?
Se desiderate analizzare il vostro workflow e capire dove si interrompe il flusso delle informazioni, possiamo partire da una breve conversazione sulle modalità con cui gestite oggi ordini, pianificazione e tracciabilità.